
Perché si parla di concimazione invernale? Solitamente il concime non si dà alle piante nel periodo di maggior sviluppo per favorirlo ulteriormente? Verissimo, tuttavia la concimazione in inverno servirà a correggere eventuali problemi che abbiamo riscontrato durante la stagione precedente.
Se alcune piante hanno faticato a fruttificare, pensiamo ad esempio agli alberi da frutto, tramite una corretta concimazione invernale potremo migliorare la situazione. Prima di decidere quale concime usare in inverno, è bene però capire com’è fatto il nostro terreno: dovremo infatti cercare di capire di quali elementi è privo, in modo da poterli aggiungere in prospettiva futura.
Per capire qual è il concime più adatto si può ricorrere ad analisi specifiche in laboratorio (soprattutto se serve valutare la presenza di azoto, fosforo e potassio, i tre principali elementi nutritivi delle piante) oppure, più semplicemente, tramite delle cartine tornasole è possibile misurare il ph del terreno per capire se il suolo è acido o alcalino.
Individuato il ph potremo classificare il nostro terreno; esistono infatti piante esigenti in merito a questa caratteristica del suolo, pensiamo ad esempio a quelle acidofile Esistono poi concimi o altre sostanze in grado di modificare questo aspetto, favorendo la crescita di piante specifiche.
Quando effettuare la concimazione invernale?
Come abbiamo detto, se dare concime in primavera o estate serve per avere risultati immediati, la concimazione invernale produrrà invece risultati dopo vari mesi. L’obiettivo è infatti la persistenza degli elementi nel suolo e l’attivazione di meccanismi biologici che sviluppino un terreno ricco di sali minerali.
La concimazione in inverno si effettua soprattutto attraverso l’uso di concimi organici da mescolare al terreno con lo scopo di aumentare l’apporto di azoto, fosforo e potassio. Il periodo migliore per la concimazione invernale è la fine dell’autunno o l’inizio dell’inverno, in modo che le sostanze abbiamo il tempo di dare risultati in primavera.
Cos’è la concimazione invernale correttiva?
Il periodo del riposo vegetativo è il migliore per correggere le caratteristiche fisiche e chimiche del terreno e quindi per facilitare l’assorbimento delle sostanze nutritive. Questa operazione si può effettuare tramite la concimazione invernale correttiva. In realtà alzare il ph di un terreno molto acido per renderlo alcalino è sconsigliato, anche perché esistono piante acidofile molto valide.
Se invece il terreno è debolmente acido lo si può modificare ricorrendo alla calcitazione. Si dovrà semplicemente incorporare calce agricola al terreno (2-300 grammi ogni metro quadrato, ogni due anni per renderla duratura); questa operazione, tuttavia, non dovrà essere fatta nello stesso momento della concimazione invernale organica.
Per rendere un terreno più acido, invece, si ricorre alla gessatura, ovvero si aggiunge polvere di gesso o di zolfo durante la vangatura. Quando però si cerca di abbassare il ph di un terreno per renderlo più alcalino si dovrà fare attenzione all’acqua di irrigazione che, in linea di massima, è calcarea e quindi acida.
Concimazione invernale organica, quello che c’è da sapere
La concimazione invernale organica è invece quella effettuata tramite concimi organici (il letame), che arricchiscono il suolo e creano un buon strato di humus. Il letame di cavallo e quello bovino sono entrambi ottimi, così come la cornunghia e il sangue secco, entrambi sottoprodotti della macellazione; anche la farina di pesce è un ottimo concime naturale.
Per la concimazione invernale si possono usare anche i molti letami artificiali disponibili in commercio che, a differenza dei concimi chimici, si producono lavorando sostanze naturali e facendole fermentare. Anche il risultato del compostaggio domestico crea un ottimo concime naturale.



