Quali sono le varietà di piante carnivore più originali? Le piante insettivore si trovano sparse un po’ dappertutto nel mondo e per catturare le loro prede utilizzano stratagemmi differenti che spesso le portano ad assumere forme molto particolari e suggestive.
Tra le varietà più originali di piante carnivore troviamo la Drosera Regia, originaria del Sud Africa: grazie alle lunghe foglie piene di peduncoli che secernono una sostanza collosa, la pianta in questione è in grado di attirare e far rimanere incollati farfalle e moscerini, assimilandone poi i tessuti molli.
La Nepenthes Lowii, invece, originaria del Borneo e altrettanto affascinante, è una pianta carnivora dotata di un ascidio, ossia un apparato in grado di catturare e digerire insetti e altri piccoli animali. All’interno dell’ascidio a forma di coppa, la Nepenthes Lowii, il cui nome inglese è Tropical Pitcher, secerne una sostanza dolciastra che attira e stordisce gli insetti; una volta dentro, gli sventurati animaletti non riusciranno più a uscire a causa delle pareti interne liscissime e verranno lentamente digeriti dalla pianta.
Varietà di pianta carnivora altrettanto originale è la Dionaea Muscipula (vedi foto sotto), detta anche Venere acchiappamosche e diffusa negli USA: la Dionaea possiede particolari foglie che, se stimolate dalla presenza di insetti, si chiudono di scatto intrappolando il malcapitato, che verrà poi digerito.

Altra pianta interessante del genere Nepenthes è la varietà Attenboroughii, conosciuta anche con il nome di Rat-eating pitcher plant. Questa pianta carnivora è effettivamente in grado di divorare anche piccoli animali come i topi, ma niente paura: è diffusa in luoghi molto remoti, come ad esempio le Filippine. Anch’essa formata da un ascidio ad anfora, è considerata la più grande divoratrice di carne del mondo vegetale.
Chiudiamo la nostra breve lista di varietà originali di piante carnivore con la Darlingtonia Californica (vedi foto di copertina), detta anche California Pitcher Plant, proprio per la sua origine statunitense. Particolarissima la forma di questa pianta che, grazie a una sorta di cappuccio, attrae e intrappola gli insetti per poi digerirli grazie all’aiuto di alcuni batteri simbiotici.



