Perché la vedovina maggiore è considerato il fiore amico delle api? L’importanza della api come insetti impollinatori è nota, tanto quanto il fatto che questi animali, nel nostro Paese ma anche nel resto d’Europa, si stiano lentamente riducendo di numero a causa di una moltitudine di fattori, tra cui l’azione dei pesticidi e di alcune gravi malattie, oltre alla frammentazione del loro habitat in cui le piante da fiori sono sempre meno presenti. Con la riduzione delle api sta anche calando la produzione di miele che nel 2016, rispetto all’anno precedente, è calata di oltre il 70%.
La cephalaria transsylvanica, specie più conosciuta con il nome di vedovina maggiore, è una pianta molto rustica e in grado di adattarsi a differenti situazioni climatiche. Essa, fiorendo verso la fine dell’estate e inizio dell’autunno, potrebbe fornire nettare alle api proprio in quel momento dell’anno le fioriture cominciano a scarseggiare; avendo a disposizione prezioso nettare anche in questa fase autunnale, le api potrebbero nutrirsi anche quando altre risorse floreali iniziano a ridursi.
Gli esperti del dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa hanno evidenziato i benefici che porterebbe alle api, ma anche a tutto l’ecosistema che ruota loro intorno, il fatto di piantare la vedovina maggiore vicino alle arnie. Durante lo studio si è visto come la cephalaria transsylvanica sia stata in grado di attirare un ampio numero di insetti impollinatori differenti, tra cui molte api.
Il responsabile dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, il prof. Angelo Canale, ha proposto di includere la vedovina maggiore in strisce di fioriture da seminare sia in aree ad agricoltura intensiva, in modo da aumentare il numero e la diversità degli insetti impollinatori, sia vicino ad arnie e alveari per garantire abbondanti quantità di polline e nettare utili a rafforzare le comunità di api che, in questo modo, potrebbero più facilmente superare la stagione invernale.
Visto che la salvaguardia delle api e della biodiversità è un’attività che dovrebbe impegnare tutti, alcune associazioni addirittura regalano i semi della vedovina maggiore, proprio per favorire la diffusione di una pianta che non solo può risollevare un’eccellenza italiana come è il settore della produzione di miele, ma anche garantire la buona salute dei nostri ecosistemi naturali.
(L’immagine è solamente a scopo illustrativo, il fiore ritratto non è la cephalaria transsylvanica)



