Tutto quello che bisogna sapere sulla tillandsia, la pianta senza radici

tillandsiaOggi scopriremo tutto quello che c’è da sapere sulle piante del genere tillandsia, della famiglia delle Bromeliaceae: si tratta di piante epifite, dette anche aeree, proprio per la caratteristica di non vivere a contatto con il terreno, originarie del Sud America. La tillandsia ha radici quasi inesistenti che fungono da appoggio e sostegno ma che non sono utilizzate principalmente per ricavare nutrimenti dal suolo.

Per nutrirsi, infatti, la tillandsia sfrutta dei particolari organi, detti tricomi, in grado di catturare l’umidità dell’aria e i nutrimenti che le minuscole gocce d’acqua portano con sé. Questa particolare caratteristica è stata originata dall’habitat in cui la pianta è solita vivere: per poter raggiungere una fonte di luce nelle foreste tropicali, infatti, l’unica soluzione era quella di adattarsi a vivere lontana dal terreno, appoggiata ai rami degli alberi più alti.

Numerosi studi sulla tillandsia, inoltre, hanno dimostrato che la pianta è in grado di assorbire e metabolizzare pericolosi inquinanti originati soprattutto dalla combustione incompleta dei carburanti. È stata infatti utilizzata in un esperimento condotto sulla trafficatissima circonvallazione di Firenze come indicatore biologico della qualità dell’aria. Visti i risultati, i botanici hanno anche ipotizzato di sistemare pareti tappezzate di tillandsia in prossimità di strade e autostrade.

Coltivare la tillandsia: posizione e irrigazione

Come tante altre piante da appartamento la tillandsia è di origine tropicale; per coltivarla ai nostri climi è quindi necessario fare molto attenzione all’irradiamento solare e alla temperatura:  la tillandsia va posta in luoghi luminosi ma al riparo dai raggi diretti del sole. Se coltivata come pianta da interno saranno da prediligere luoghi ben aerati. La resistenza alle basse temperature varia a seconda delle specie, in linea generale tuttavia non sopportano freddi sotto i 5-10° C.

Altro elemento fondamentale per coltivare la tillandsia è l’irrigazione. Se infatti in natura è l’acqua piovana a provvedere a nutrire la tillandsia, nel nostro appartamento o durante l’inverno, quando l’abbiamo riparata al chiuso, dovremo irrigarla noi periodicamente. Meglio farlo però nebulizzando spesso le foglie oppure bagnandola per immersione: la pianta andrà tenuta per qualche secondo sott’acqua e poi lasciata scolare. Sarebbe opportuno anche usare acqua poco calcarea o addirittura piovana.